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Approfondimenti a tema "Turismo e Viaggi"

Un Capodanno unico da trascorrere in Salento

 

Ci rivolgiamo oggi espressamente a tutti coloro che ogni anno a dicembre iniziano anche con largo anticipo a fare progetti su come e dove trascorrere il Capodanno ed il veglione di fine anno.
I programmi qualche volta naufragano miseramente, e ci si ritrova in posti anonimi o case mai viste prima a brindare con dei perfetti sconosciuti, ma se seguirete il nostro consiglio potrete invece regalarvi un Capodanno davvero unico ed indimenticabile, ricco di magia e significati anche simbolici!

La magia del Primo Sole in Salento

È il 31 dicembre molto spesso il momento in cui si stilano i propositi per l’anno nuovo che va ad iniziare: elencateli tutti su un foglio insieme a tutto ciò che di bello vi augurate, e portatelo con voi in Salento! Esiste un punto in questa area geografica d’Italia che, per la sua posizione sulla costa adriatica, è il più orientale di tutto il nostro territorio. Si chiama Capo d’Otranto, anche se un tempo era conosciuto come Punta Palascia, ed è lì che si radunano tutti coloro che per primi vogliono essere lambiti dai raggi del sole nascente!

È questo anche il momento culminante dell’evento culturale “L’alba dei Popoli” organizzato ogni anno dal Comune di Otranto per celebrare con orgoglio questo strettissimo legame con il Sole e l’Oriente ed il ruolo di ponte ed incrocio fra le etnie. Sarà per voi sufficiente attivarsi per tempo, pianificando il proprio viaggio nei dettagli a partire dalla prenotazione in un b&b a Lecce o negli immediati dintorni, per poi studiare il calendario delle manifestazioni e degli appuntamenti cui si è più interessati: l’Alba dei Popoli è una rassegna dai molti temi fatta di concerti, eventi culturali, visite guidate alla scoperta di una terra che ha tantissimo da offrire ai turisti non solo nei classici e canonici mesi estivi.

Le influenze bizantine in Salento

L’influenza della cultura orientale e bizantina è del resto evidentissima su tutte le coste salentine sia ioniche che adriatiche ma anche nell’entroterra, come testimoniano le torri costiere di avvistamento che si stagliano a perdita d’occhio davanti a chi osservi i litorali in lontananza.
Si tratta di costruzioni risalenti al XV e XVI secolo, quando questa lingua di terra era porto di sbarco privilegiato per le navi dell’impero ottomano verso la sua espansione territoriale in Europa: fu lo stesso Re d’Aragona a commissionarle quali baluardi militari da opporre alle truppe saracene ed anche affinché il preventivo avvistamento delle navi nemiche in arrivo permettesse di avvisare per tempo le popolazioni dell’entroterra.

Molte di queste torri oggi sono in rovina e ridotte a ruderi, anche a causa delle tecniche costruttive dell’epoca, improntate al risparmio, ma alcune sono state restaurate e ristrutturate dalle amministrazioni locali ed oggi ospitano strutture ricettive o addirittura, come la Torre San Giovanni con la sua caratteristica facciata a scacchiera, rappresentano la sede della Guardia Costiera.

Bisogna riconoscere che molte di queste incursioni sono però riuscite a penetrare nell’entroterra, ed hanno lasciato delle tracce indelebili sotto molti punti di vista. Il più evidente è quello architettonico, basti pensare all’elevato numero di chiese bizantine, con tipici affreschi riconducibili ai riti ortodossi dell’arte di Bisanzio; non mancano poi tracce riscontrabili nelle tradizioni culinarie, dal momento che il largo uso che viene fatto ancor oggi di ingredienti quali mandorle, cannella, miele, soprattutto per la preparazione dei dolci, deriva proprio dalle tradizioni importate dall’Oriente; per finire, sopravvivono ancora alcune “sacche” nelle quali si parla un dialetto neo-greco noto sotto il nome di “griko”, e che fonde per l’appunto voci e fonemi tipicamente salentini in una grammatica di stampo greco-bizantino.

La ricchezza del Barocco Leccese

Vi abbiamo così sommariamente riassunto alcuni degli innumerevoli spunti culturali ai quali potete andare incontro visitando il Salento, ma vogliamo ancora soffermarci su un tema architettonico degno della massima considerazione.

Per la particolarissima ricchezza iconografica e decorativa che arricchisce le facciate dei palazzi, dei balconi, dei cornicioni, composta da fregi ed ornamenti sgargianti, Lecce si è meritata il soprannome di Firenze del Sud e tutta l’architettura del Barocco Leccese ha meritato una menzione tra i siti in lista d’attesa da parte dell’UNESCO.
Non facciamo fatica a riconoscere che tanta e tale opulenza sia degna di essere catalogata tra i Patrimoni dell’Umanità, perché si tratta di uno stile Barocco ancor più esuberante e sgargiante di quello tradizionale, e nel quale ritroviamo commistione di mitologia, religione, stemmi araldici o semplicemente floreali.
Tale abbondanza di temi viene esaltata dal materiale compositivo unico, la Pietra Leccese, una roccia calcarea con abbondante presenza di argilla e che è così sempre stata molto facile da lavorare e cesellare in motivi sfarzosi.

Passeggiare per le strade di Lecce dopo aver ammirato il Primo Sole dell’anno sarà senza alcun dubbio il migliore e più appropriato suggello alla vostra esperienza, durante il quale potrete anche scoprire come questa pietra speciale rifletta in maniera diversa i raggi della luce a seconda dell’incidenza e trasformando così tutto lo scenario urbano di Lecce in un palcoscenico cangiante e mutevole, teatro perfetto per la Movida Leccese nella quale non potrete fare a meno di immergervi per iniziare l’anno alla grande!