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La cucina tradizionale nelle località del perugino

 

cucina perugina

Perugia, capoluogo della regione umbra, è senza dubbio la zona più visitata dai turisti in ambito socio-culturale, grazie all’arte e alla storia che la caratterizza. Tesori antichi, reperti archeologici e monumenti fanno di Perugia un gioiello artistico nel cuore dell’Umbria.
Oltre alla cultura artistica, Perugia è ricca di cultura enogastronomica, per questo Bella Umbria ha selezionato i migliori locali per mangiare a Perugia.

All’Osteria del Matto, un minuscolo e caratteristico locale tra piazza Mercato e piazza della Genga non c’è menù: si mangia a prezzo fisso quel che passa la cucina, annunciato al momento. Ricotta, lenticchie con salsiccia, bruschetta con pomodori e capperi, pasta fatta in casa: in tutto 10-15 “assaggi”. Musica jazz e un'eccezionale collezione di pinocchi, di tutte le tipologie, alle pareti.

Nella piazza del comune potete gustare la cucina tradizionale umbra dall’Alchimista. Il nome allude alla magia delle “trasformazioni", in campagna come in cucina: dall’uva al vino e dagli ingredienti al piatto finito. L’enoteca raccoglie oltre quattrocento etichette insieme a grappe, armagnac, rum e whiskey. Al ristorante, da provare la vellutata e la parmigiana, entrambe con il sedano nero di Trevi, l’insalata di carciofi e la crostata fatta in casa. Allo shop si acquistano diversi prodotti utlizzati dello chef: paste trafilate al bronzo, olio, biscotti, salsine per bruschette, antipasti sfiziosi, marmellate e miele.

La Tavernetta di Porta Guelfa è una piccola osteria a conduzione familiare situata vicino a porta Guelfa, uno degli accessi al borgo medievale. Il servizio e il menù sono all’insegna della semplicità e dei sapori veri.
Per gli antipasti, la scelta è tra insalata di farro e pecorino, salumi assortiti e frittatine con verdure di stagione. Seguono le minestre, i consigliatissimi gnocchi di patate e i secondi, pochi ma buoni: da provare le lumache, la lepre o il cinghiale in umido, sempre accompagnati dalle verdure dell’orto.

L’Osteria del Podestà gestito da una coppia di siciliani in una location suggestiva nel centro storico, Offre il meglio delle specialità umbre, dal classico antipasto di salami e formaggi agli gnocchettl al Sagrantino e salsiccia, dai ravioli al tartufo e zafferano ai bocconcini di agnello ai carciofi. Dolci rigorosamente fatti in casa.

La Vecchia Posta si affaccia con pochi tavoli sulla deliziosa e animata piazza Mazzini, nel cuore di Trevi, di fronte alla torre civica del Trecento.
A gestione familiare, propone cucina umbra tradizionale: salumi scelti, pappardelle al sugo di cinghiale, agnello "scottadito”, cinghiale al Sagrantino, misto di formaggi e dolci solo di produzione propria. Anche albergo con poche camere.

Il patron Gabriele Ceccarelli racconta a voce il menù in questo locale sulla strada che affianca le fonti del Clitunno. Il modo migliore per iniziare è un'ab-binata tra prosciutto di Preci e bruschette all’olio. Poi il menù cambia a seconda delle stagioni, ma alcune proposte sono sempre in carta, come la zuppa di lenticchie con salsiccia e pane tostato, i rigatoni al rancetto (con pancetta, pomodori e maggiorana) e gli strangozzi al tartufo. Anche le carni della Trattoria di Gabriele sono sempre in prima linea, con piccione, maiale e lumache come protagonisti. Tutte le materie prime utilizzate per i piatti provengono da piccoli produttori locali, a partire ovviamente dall’olio extravergine di Trevi. Per il vino, da non sottovalutare lo sfuso della casa.

A due passi da piazza del Duomo di Spoleto, un indirizzo storico in un edificio del Trecento.
Da non perdere gli strangozzi alla spoletina alla Taverna dei Duchi: pasta fatta in casa in forma di stringhe condita con aglio, olio, peperoncino, pomodoro e prezzemolo. Secondi piatti anche di pesce.

In un antico oleificio di Bevagna, tre sale arredate con gusto, coperte da volte medievali. In cucina l’amore per la tradizione e i prodotti che offre il mercato incontra la voglia di sperimentare, senza eccessi. Punti di forza del Ristorante Enoteca di Piazza Onofri, sono i ricercati formaggi di fossa, I salumi di cinta e la pasta fatta in casa. Tra I primi spiccano i picchiarelli al guanciale e fave, i tortelli con ripieno di faraona e i tagliolini al tartufo. Tra i secondi non mancano mai il piccione alla leccarda, il baccalà in umido con le patate, la guancia di chianina al Sagrantino e la sella di maialino da latte. La cantina offre 900 etichette, con servizio al bicchiere in abbinamento a specialità locali.

Cannara è famosa per una particolare cipolla, dolce e delicata, che nel centro storico si trova un po' ovunque. E l'ortaggio domina ovviamente anche il menù del Perbacco, dallo sformato di cipolle con crema al parmigiano agli spaghetti con acciughe e cipolla. Le carni fanno da sole, tra classici come il filetto di maiale con salsa tartufata e curiosità come l’hamburger di agnello, Dolci diversi ogni settimana e carta dei vini soprattutto locali.

Affacciato su una deliziosa piazzetta, tra vicoli con case in pietra a vista, La Cantina de’ Corvi lavora su due tradizioni gastronomiche: quella locale e quella campana di mare.
E così i bocconcini di agnello con carciofi alla giudìa sfidano il calamaro ripieno di sé con scarole, olive e capperi. Per il dolce, la pastiera napoletana si confronta con i tozzetti con passito di Sagrantino. Frequentato anche per eventi e aperitivi.