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Approfondimenti a tema "Fecondazione assistita "

La legge 40 e la Fecondazione assistita

 

Risale al 2004 la legge del Parlamento che regola in Italia  la fecondazione assistita ovvero la famigerata legge 40 che sin dal principio è stata criticata e discussa diventando terreno di scontro fra i conservatori e gli innovatori. Il polverone mediatico che si è sollevato è stato non indifferente le associazioni ed i medici sono scesi in campo per ostacolarla.

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Si è quindi arrivati al referendum abrogativo del 2005 che era volto ad abolire i punti più critici e controversi della Legge 40 ma il referendum non si compì per il mancato raggiungimento del quorum. La svolta arriva nel 2009 quando finalmente i ricorsi giungono a buon fine e si dichiarano incostituzionali alcuni punti della legge.
Dunque nella legge 40 si specifica chi può accedere alla fecondazione assistita e inseminazione artificiale ovvero solo le coppie maggiorenni sterili di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi naturalmente possono accedere al trattamento solo le coppie la cui effettiva incapacità di concepire sia stata accertata ed attestata da uno specialista. Quindi niente fecondazione assistita è preclusa ai single, alle coppie omosessuali e alle “mamme-nonne” ed è vietata la fecondazione post-mortem.

Nello specifico è stato dichiarato incostituzionale l'art. 14 al comma 2 recita che non può essere prodotto un numero di embrioni superiore a quello strettamente necessario a un unico impianto quindi tre al massimo e questi embrioni possono essere  impiantati esclusivamente nell'utero. Naturalmente questa ridotta possibilità di produrre embrioni non garantiva una riuscita del 100% una penalizzazione per le donne in età avanzata e nell'infertilità maschile grave.

L'analisi pre-impianto non è vietata esplicitamente dalla legge attualmente, anche se inizialmente compariva un veto in proposito, ma nelle legge si specifica che l'impianto deve essere “unico e contemporaneo” per tutti  gli embrioni prodotti e vieta la selezione eugenetica che non abbia come fine la salute dell'embrione.